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Questo è il nostro Diario di Pesca.
Qui vengono postate, divise per categorie, tutte le nostre uscite. Sono presenti anche sezioni per notizie, tecnica, regolamenti e sessioni di pesca precedenti la nascita del blog (2006).
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venerdì 25 luglio 2008

Diga di Arezzo: pesca di frodo





Quella che vedete è la micidiale arma usata da un gruppo di balordi (in questo caso extracomunitari ma potevano essere anche italiani) usata per la pesca a “strappo” dal muro della diga di Arezzo (lago di Firenzuola). Non potete immaginare quanto siano taglienti ed affilate quelle lame, né potete immaginare quanti pesci hanno ucciso o, peggio, ferito. Alla visione incredula dell’accaduto mio fratello si è lanciato a fionda verso di loro intimidendoli di chiamare la polizia: sono fuggiti in mezzo al bosco lasciando sul campo questo strumento. Siamo venuti a conoscenza che i giorni successivi si è verificata la stessa cosa, hanno agito indisturbati e per nulla intimiditi dalla presenza di altre persone (sopra il muro, tra l’altro, non si potrebbe neanche passare e l’indifferenza del guardiano mi stupisce oltremodo).
Queste sono le condizioni in cui noi pratichiamo il nostro hobby preferito, si potrebbero aggiungere fatti ben più gravi quali il recente inquinamento del fiume Nera da parte dell’inceneritore di Terni, o la moria del Tevere di qualche anno fa causata dalla troppo rapida discesa del livello del lago di Corbara. Chi causa tutto questo la fa sempre franca. D’altronde è più facile farle pagare tutte a noi pescatori magari facendoci sentire dei bracconieri solo perché peschiamo con una canna in più o perché peschiamo in notturna. A tal proposito voglio ricordare che è stata proprio la pesca notturna che ha salvaguardato la diga di Arezzo dai continui soprusi causati da balordi (questa volta italiani) che piazzavano le reti di notte; noi stessi li scoprimmo e sequestrammo le reti con l’aiuto dei guardiapesca. Ma forse sta proprio qui la chiave di lettura: in una società in cui la sicurezza è solo un mezzo per curare i propri interessi (vedi la tutela delle più alte cariche dello Stato nell’ultimo decreto sicurezza), la vera tutela di quello che ci circonda dobbiamo farla Noi stessi, i primi interessati, senza aspettare che qualcuno, che pur dovrebbe, lo faccia per tutti. Ricominciamo ad incazzarci con chi non rispetta la natura lasciando in terra la sua spazzatura, con chi danneggia il patrimonio pubblico, con chi per strada non ha rispetto degli altri parcheggiando in seconda fila per non fare 4 passi a piedi; così, di persona, senza telefonare alla polizia o ai vigili che tanto non serve a niente, lo possiamo fare, è un nostro diritto; lo so che con questo siamo a rischio di prendere delle severe legnate (in senso fisico) e ci costringe inoltre a stare sempre in guardia ed attenti a quello che ci circonda (che a sua volta è causa di stress), ma un atteggiamento passivo non è meno deleterio, e forse, in fondo, se un cambiamento ci deve essere, deve venire dal basso.

1 commento:

mr.sandra ha detto...

..... B a s t a r d i !!!!!