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venerdì 28 agosto 2009

Macchie scure sul Tevere




Dal Corriere della Sera del 28/08/09

AVVISTATE SUL FIUME ALL'ALTEZZA DELLA DIGA DI CASTEL GIUBILEO
Macchie scure sul Tevere: è mucillagine

Prodotta dalle acque troppo calde Le alghe «bollite» si sarebbero decomposte. Le analisi dei carabinieri escludono l'ipotesi inquinamento

Che non fosse più «biondo» ormai era evidente. Ma macchie così nere sulle acque del Tevere non erano mai viste. A lanciare l'allarme sono stati i carabinieri che le hanno fotografate dall'alto all'altezza della diga di Castel Giubileo, a Roma, e le hanno raccolte per essere analizzate. Dal laboratorio ora è arrivato il responso: le macchie scure sul fiume sarebbero mucillagine prodotta dall'alta temperatura delle acque che avrebbe «bollito» e decomposto le alghe. Il controllo, esteso a nord fino all'altezza di Stimigliano (Rieti), «non ha evidenziato palesi ipotesi di inquinamento ambientale» spiegano i militari del Nucleo operativo ecologico (Noe).

MONITORAGGIO - I carabinieri - su segnalazione della polizia municipale di Roma - hanno monitorato il fiume dall'alto con gli elicotteri e dal basso con i sommozzatori. Sul posto sono intervenuti anche funzionari dell'Arpa Lazio che hanno effettuato dei prelievi. «Dai primi accertamenti - spiegano gli esperti del Noe - è da escludersi l'inquinamento da idrocarburi. L'alta temperatura dell'acqua avrebbe provocato la decomposizione delle alghe i cui residui potrebbero aver composto la chiazza». Il responso è stato confermato anche dalle analisi definitive dell'Arpa Lazio.

IPOTESI INQUINAMENTO ESCLUSA SUBITO - Giovedì i militari avevano mostrato le foto di grandi macchie scure apparse sul Tevere nel tratto romano compreso tra la diga di Castel Giubileo e la diga di Nazzano. Le scie nere, assottigliate dalle correnti, arrivano fino a Rieti. I primi rilievi hanno escluso subito che le macchie fossero prodotte dall'inquinamento e si è subito puntato verso l'ipotesi alghe. «Le concentrazioni di ossigeno disciolto nelle acque del Tevere - ha spiegato Aldo Aldi, direttore della Protezione Civile di Roma - sono pienamente nella norma, attestandosi a 7.7 parti per milione. Siamo dunque molto lontani dalla soglia di allarme che scatta sotto ai 3 punti per milione, oltre la quale potrebbero verificarsi notevoli danni all'ecosistema fluviale».

1 commento:

The Big Pike ha detto...

Sono le macchie nere che ho avvistato l'ultima battuta a Luglio effettuata a Corbara.