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mercoledì 17 febbraio 2016

Lotta al bracconaggio In arrivo pene più severe

.... dalla Gazzetta di Reggio riporto...

Pescatori, forze dell’ordine e politici discutono la legge che inasprisce le sanzioni Il problema, per quanto riguarda il fiume Po, resta chi dovrà farla rispettare
Importante passo avanti per la lotta al bracconaggio. Nella seduta di mercoledì 10 febbraio, la commissione Agricoltura della Camera ha approvato un emendamento al ddl 3119 per inasprire le sanzioni – sia penali (arresto e ammenda) sia amministrative – circa le violazioni più gravi in materia di pesca in acque interne. I dettagli della novità sono stati illustrati al convegno “Bracconaggio 2.0” che si è svolto ieri all’interno di Carpitaly, la mostra nazionale di carpfishing e di pesca al siluro tra le più grandi d’Europa che si svolge a Gonzaga (Mantova).
Davanti a una platea composta da centinaia di pescatori e appassionati provenienti da tutto il nord Italia, gli esponenti politici che si sono maggiormente impegnati a livello nazionale sul tema, i rappresentanti delle forze dell’ordine preposte al controllo sul Po e i referenti delle associazioni nazionali dei pescatori. Tra i tanti, il deputato del Pd Marco Carra, il capogruppo della Lega nord in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri, l’onorevole del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi, il presidente nazionale Federazione italiana pesca sportiva Claudio Matteoli e molti altri, moderati da Roberto Ripamonti, giornalista di Sky Caccia e Pesca.
L'emendamento. Il decreto ora dovrà passare in aula a Montecitorio (su questo aspetto i rappresentanti delle forze politiche hanno assicurato piena convergenza) e poi tornare in terza lettura al Senato. In base al contenuto dell’emendamento, resteranno di competenza del giudice penale reati contravvenzionali come la pesca con la corrente, con l’uso di esplosivi o sostanze tossiche, con ammende aumentate di importo (da 2mila a 12mila euro); per l’uso in acque interne di reti o altri attrezzi professionali in aree non consentite o da parte di soggetti privi di licenza a scopo professionale saranno previste sanzioni amministrative da mille a 6mila euro, oltre a un risarcimento di 20 euro a capo pescato. Previsti inoltre, per i casi più gravi, anche la confisca dei mezzi di trasporto del pescato e dei natanti utilizzati.
Il dibattito. Nel corso della conferenza, politici, pescatori sportivi e forze dell’ordine si sono confrontati sui punti dell’emendamento eventualmente modificabili, in particolare sulla possibilità di classificare come penali tutti i tipi di reati connessi al bracconaggio e, soprattutto, di mettere le forze dell’ordine in condizione di poter intervenire efficacemente. Quest’ultimo, in particolare, è il punto sul quale si snoda il tema: come sollevato da diversi relatori, ora che le norme ci sono, chi le farà rispettare?
In una fase nella quale le polizie provinciali tendono a essere dismesse, si rende necessaria una “rete” tra enti, associazioni, pescatori e forze dell’ordine in modo da non far diventare lettera morta la futura legge. Altro passaggio significativo del dibattito è stata la palese richiesta – da parte dei pescatori sportivi – di rivedere le norme della pesca professionale, in mezzo alle quali “sguazzano” i bracconieri.
Paradossalmente, le norme attuali permettono, a chi dispone di regolare licenza, di stoccare il pesce prelevato in modo illegale e di immetterlo poi sul mercato, con conseguenze devastanti per la salute dei consumatori.

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