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Questo è il nostro Diario di Pesca.
Qui vengono postate, divise per categorie, tutte le nostre uscite. Sono presenti anche sezioni per notizie, tecnica, regolamenti e sessioni di pesca precedenti la nascita del blog (2006).
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venerdì 5 luglio 2013

Moria di pesce alla diga di Arezzo....

Ho letto sul giornale questa notizia incredibile e sono andato a verificare .
Purtroppo la notizia sembra vera ed ho riscontrato diversi cadaveri di carassio sulla riva del lago:
Non ho visto altre specie nel breve tratto di sponda che ho esplorato ma la cosa è ugualmente grave visto che nel lago non ci sono scarichi fognari o residui di concimazioni: l'acqua dovrebbe essere quasi potabile visti gli usi ai quali è destinata.
Sembrerebbe la stessa cosa che si è verificata alla diga di Corbara qualche anno fa dove per tre anni consecutivi si è manifestata una moria pazzesca di carassi che ha decimato la popolazione ittica: la cosa all'epoca non è stata vista molto male in quanto il lago era incredibilmente popolato da questa specie infestante che aveva ridotto notevolmente la presenza delle altre specie... paradossalmente sembrava che la natura si stava autoproteggendo....
Cercherò di indagare presso il Consorzio della Bonificazione Umbra, proprietaria del bacino.
..... vi terrò informati....

5 commenti:

Lorenzo - The Big Pike ha detto...

Chiamato il Consorzio e mi hanno detto che non è loro competenza...
Inizia lo scaricabarile....
Mi hanno detto che la responsabilità è della Provincia di Perugia: ora è più difficile trovare chi da delle informazioni....
Non demordo e continuo ad indagare.

elux ha detto...

vai lory!

Samuele Cavina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Samuele Cavina ha detto...

In bocca al lupo Lorenzo, intanto in Romagna stiamo migliorando.
Vieniti a fare un giretto da me, sul blog.
Stammi bene, Sam.

Lorenzo - The Big Pike ha detto...

Sono riuscito a parlare con il referente in Provincia di Perugia il dott. Natali Mauro: gli esami sui cadaveri rinvenuti non hanno portato risultati in quanto deceduti da troppo tempo ed ormai ad uno stadio di decomposizione troppo avanzato (bisognerebbe trovare un esemplare morto da poco sul quale eseguire degli esami attendibili); in ogni caso si suppone, come dicevo nel post, che sia lo stesso batterio che colpì qualche anno fa il bacino di Corbara: il batterio si sviluppa quando avviene un innalzamento della temperatura delle acque troppo repentino e colpisce solo la specie del carassio.
In definitiva non è un problema di inquinamento bensì un fenomeno naturale.

Ho parlato con una persona davvero competente ed interessata a quello che è il suo lavoro.... e questo non è poco!!!!!